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La Giuria di S.Pellegrino Young Chef 2020 Grand Finale (8-9 maggio)

Mauro Colagreco, Andreas Caminada, Claire Smyth, Pim Techamuanvivit, Enrico Bartolini, Manu Buffara, Gavin Kaysen Top Jury SPYC 2020

S.Pellegrino entra nel vivo della quarta edizione di S.Pellegrino Young Chef annunciando la prestigiosa squadra di celebri chef internazionali che formeranno la giuria di questa edizione 2020.

Enrico Bartolini, Mauro Colagreco, Andreas Caminada, Clare Smyth, Pim Techamuanvivit, Manu Buffara e Gavin Kaysen sono gli chef che formeranno l’eccezionale giuria dei Sette Saggi che si riunirà a Milano per la Grand Finale nei giorni 8 e 9 maggio 2020. Questi sette giganti della gastronomia mondiale avranno la grande responsabilità di selezionare e premiare il miglior giovane chef al mondo alla Grand Finale di S.Pellegrino Young Chef.

A questo punto della competizione rimangono 12 giovani finalisti globali, selezionati tra centinaia di candidati e tramite una serie di intense sfide regionali svolte in varie parti del mondo. Il contest ha premiato numerosi chef e consegnato diversi riconoscimenti, ponendo grande enfasi sulla figura dei mentori e sul grande impegno nei confronti dell’equilibrio di genere e dell’inclusività.

L’8 e 9 maggio 2020, i 12 giovani chef vincitori delle finali regionali si recheranno a Milano insieme ai rispettivi mentori, pronti a sfidarsi in cucina e cogliere l’opportunità unica di creare i loro signature dish in un contesto competitivo e davanti a un pubblico internazionale.

Con l’avvio del conto alla rovescia per la Grand Finale, i 12 finalisti stanno continuando la loro collaborazione con i rispettivi chef mentori per mettere a punto il loro signature dish e perfezionare le loro capacità di presentazione per stupire i Sette Saggi, in preparazione di un’esperienza che potrebbe cambiare la loro vita.

Nel frattempo, ecco alcune informazioni su ognuno dei Sette Saggi.

Enrico Bartolini

Enrico Bartolini è al momento lo chef italiano più stellato e può essere definito come uno dei massimi talenti gastronomici in Italia: nel 2019 ha raggiunto il traguardo di otto stelle Michelin con i ristoranti Glam a Venezia (due stelle), Enrico Bartolini al MUDEC di Milano, con cui, dopo 25 anni ha riportato un ristorante tre stelle nella città; Casual a Bergamo, Locanda Sant’Uffizio in Monferrato e Trattoria dell’Andana in Maremma (ciascuno una stella). Lo chef pluripremiato è passato dalle cucine di Paolo Petrini a Parigi e di Mark Page a Londra, prima di tornare in Italia dove ha lavorato per Massimiliano Alajmo. A soli 29 anni ha guadagnato la prima stella Michelin con il suo primo ristorante Le Robinie nell’Oltrepò Pavese.

Bartolini è leader dell’eccellenza gastronomica, unendo ricerca e sperimentazione con la ricca e dinamica cultura italiana.

Mauro Colagreco

Il celebre chef Italo Argentino al momento è al vertice del mondo gastronomico con il ristorante Mirazur in Francia, detentore di tre stelle Michelin e del titolo di Best Restaurant in the World conquistato nel 2019 con The World’s 50 Best Restaurants.

Noto per la sua cucina senza limiti, lo “chef dell’anno”, propone prodotti locali e di sua produzione nel menu del ristorante in Costa Azzurra, tra i giardini mediterranei con vista mare e che ha da poco celebrato i 10 anni.

Inizia la sua carriera alla scuola alberghiera Gato Dumas di Buenos Aires, poi si sposta in Francia nei primi anni 2000 e viene preso sotto l'ala da grandi chef come Alain Passard all'Arpège e Alain Ducasse all'Hotel Plaza Athénée. L'eclettico portfolio di Colagreco ora si estende a tutto il mondo, con la brasserie GrandCœur a Parigi, Florie's al Four Seasons Hotel a Palm Beach, e una catena di hamburger in Argentina, Carne.

Andreas Caminada

Lo chef Andreas Caminada propone una cucina svizzera contemporanea nel suo originale ristorante tre stelle Michelin, Schloss Schauenstein, all’interno di uno storico castello del 13° secolo. La posizione geografica del ristorante, nella sua città natale Graubünden in Svizzera, gli permette di utilizzare ingredienti provenienti direttamente dal lago cristallino di Lucerna o dalle innevate Alpi Svizzere.

Nell’elenco dei World's 50 Best Restaurants dal 2012, la longevità e la coerenza di questo ristorante d’eccellenza dimostrano l’amore dello chef per la perfezione. Oltre al suo ristorante flagship, il suo portfolio vanta attività occasionali in location di lusso come St. Moritz. La sua dedizione e il suo impegno nei confronti della gastronomia emergono anche dalla fondazione Fundaziun Uccelin, che supporta e promuove giovani chef talentuosi e lo staff di servizio.

Clare Smyth

La chef irlandese è stata nominata World’s best female chef da World’s 50 Best Restaurants nel 2018 e vanta un incredibile elenco di riconoscimenti e di esperienze lavorative che la consacrano tra gli chef più acclamate di Londra.

Cresciuta tra le file delle brigate di Gordon Ramsay, Smyth è diventata la prima e unica donna nel Regno Unito a ricevere le tre stelle Michelin per il suo lavoro al Restaurant Gordon Ramsay. Nell’agosto del 2017 ha aperto Core,il suo ristorante a Londra, conquistando in fretta le due stelle Michelin.

Come chef, leader e mentor per le future generazioni della gastronomia, Smyth è un faro nella scena moderna londinese.

Pim Techamuanvivit

Pim Techamuanvivit, prima dirigente nella Silicon Valley, poi food blogger, ha aperto il suo primo ristorante Kin Khao a San Francisco con cui ha conquistato quasi subito una stella Michelin e ha acquisito un seguito grazie alla sua cucina Thai autentica. Da allora, la chef autodidatta è stata catapultata nella scena gastronomica internazionale e ha preso la gestione di uno dei migliori ristoranti Thai al mondo, Nahm (Best Restaurant in Asia 2014). Qui segue i consolidati principi culinari del ristorante, aggiungendovi il suo inconfondibile stile.

Manu Buffara

Manu Buffara è la chef brasiliana da tenere d’occhio e che sta portando sulle mappe gastronomiche la sua città natale di Curitiba. La giovane chef, che ha lavorato per diversi periodi in ristoranti come Noma e Alinea, ha attirato l’attenzione internazionale con il suo ristorante Manu, vincendo il premio Miele One to Watch Award di Latin America's 50 Best Restaurants nel 2018. Una voce che si fa sempre più importante, una campionessa del cambiamento, focalizzata sulla riduzione degli sprechi, su una migliore alimentazione e sull’ambiente, sia nella sua città sia sulla scena internazionale.

Gavin Kaysen

Gavin Kaysen è il proprietario del ristorante Spoon and Stable di Minneapolis, ed è uno dei pochi chef statunitensi a rappresentare il suo Paese alla competizione culinaria biennale Bocuse d’Or a Lione, in Francia. Nel 2015 il team USA ha conquistato il suo primo argento sotto la guida di Kaysen, e nel 2017 ha vinto l’oro. Kaysen è ora a capo del Team USA, e lo guiderà al Bocuse d’Or 2021. Kaysen ha una mentalità aperta, coinvolgente ed è sempre pronto a condividere la sua conoscenza. Adora curare i dettagli e possiede la giusta esperienza per poter cucinare ad alto livello sotto la pressione e il caldo dei riflettori.

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